Una storia ricca di guarigioni

Tutta la storia della nostra Sottosezione è costellata di guarigioni attribuite all’intercessione della Vergine apparsa a Massabielle.
Come riferito nella pagina in cui si racconta il pellegrinaggio del 1924, la prima malata pavese recatasi a Lourdes, Angelina Germani, ne ritornò risanata. E l’anno seguente, anche Adele Marenghi ebbe la fortuna di guarire a Lourdes al momento della Processione Eucaristica.
A queste due guarigioni ne fecero poi seguito altre, delle quali costituiscono ancora oggi testimonianza alcune grotte ed altari fatti erigere come ex-voto in diocesi. Nei giornali dell’epoca si descrive come, al ritorno dal pellegrinaggio di ottobre del 1955, “una giovane ragazza della campagna pavese, colpita dal terribile morbo di Little e costretta da più di un anno immobile, improvvisamente, arrivati alla stazione di Pavia ha ripreso a camminare…”.
Le due guarigioni più importanti sono senza ombra di dubbio quelle occorse a Maddalena Carini e a Danila Castelli, entrambe ufficialmente riconosciute come miracolose.
Maddalena Carini nacque a Bereguardo (PV) il 1 marzo 1917 e fu guarita il 15 agosto 1948, all’età di 31 anni. Il suo miracolo fu ufficialmente riconosciuto il 2 giugno 1960 dal cardinale G.B. Montini, all’epoca arcivescovo di Milano. Maddalena condusse una vita fortemente mistica, conclusasi a Sanremo (IM) il 26 gennaio 1998 in concetto di santità. Il 4 settembre 2013 il Vescovo di Ventimiglia-Sanremo ha avviato la causa per la sua beatificazione.
Danila Castelli (1946-2016) fu guarita il 4 maggio 1989, all’età di 43 anni. La sua guarigione è stata riconosciuta il 20 giugno 2013 ed è il 69° miracolo riconosciuto in ordine cronologico.
Di seguito riportiamo il racconto delle guarigioni di Maddalena e di Danila, così come descritte nella sezione italiana del sito ufficiale del Santuario di Lourdes:
Maddalena Carini
Questa guarigione è anche la storia di una fondazione.
Maddalena, infatti, ha fondato un’opera a favore dei bambini handicappati: la Famiglia dell’Ave Maria che, ogni anno, realizza un proprio pellegrinaggio che parte dall’Italia, in particolare da Sanremo. Nella famiglia Carini, la tubercolosi era, disgraziatamente, familiare.
Sin dall’età di 10 anni, Maddalena presenta i focolai della malattia alla pleura, al rachide dorsale, al peritoneo, che la obbligano a trascorrere lunghi soggiorni nel sanatorio fino all’età di 20 anni.
Dai 20 ai 28 anni, viene curata a domicilio, senza miglioramenti sensibili.
Nel 1945, ricomincia il suo peregrinare nei centri di cura: in ospedale a Pavia, al sanatorio di Sanremo. La tubercolosi guadagna terreno. Nel luglio 1948, all’età di 31 anni, il suo bilancio di salute è ben triste: pesa solo 32 Kg. !
Un mese e mezzo dopo, il 15 agosto, davanti alla Grotta, si sente meglio all’improvviso. Scruta la gente che la circonda, inquieta. Sembra che non si siano accorti di nulla. Decide allora di tacere. Segnalerà la propria guarigione solo il giorno successivo, sul treno del pellegrinaggio dell’Unitalsi della Lombardia. Dopo l’inchiesta medica il suo dossier viene trasmesso all’arcivescovo di Milano, ma viene dimenticato o insabbiato. Con l’arrivo di Mons. Montini, futuro Papa Paolo VI, questo dossier viene riesumato dai cassetti e, il 2 giugno 1960, vi è il riconoscimento della guarigione di Maddalena Carini come “fatto miracoloso”.
Danila Castelli
Nata il 16 gennaio 1946, Danila Castelli, moglie e madre di famiglia ha condotto una vita normale fino a 34 anni, quando ha cominciato a soffrire di gravi crisi ipertensive spontanee. Nel 1982, esami radiologici ed ecografici mettono in evidenza una massa para-uterina un utero fibromatoso. Danila è sottoposta allora a una isterectomia e annessectomia. Nel novembre del 1982, subisce una parziale rimozione del pancreas (pancreasectomia parziale). Una scintigrafia conferma, l’anno successivo, la presenza di « « feocromocitoma » (un tumore produttore di catecolamine) nella zona rettale, vescicale e vaginale. Diverse procedure chirurgiche vengono poi effettuate fino al 1988, nella speranza di eliminare i punti che provocano le crisi ipertensive, ma senza alcun risultato. Nel maggio del 1989, durante un pellegrinaggio a Lourdes, Danila esce dalle piscine del Santuario dove è stata bagnata e percepisce uno straordinario benessere. Poco dopo dichiara la sua istantanea guarigione al Bureau delle Constatazioni Mediche di Lourdes. Dopo cinque riunioni (1989, 1992, 1994, 1997 e 2010) il Bureau dichiara la guarigione attraverso una votazione formale e unanime: “La signora Castelli è guarita, in modo completo e duraturo, dopo il suo pellegrinaggio a Lourdes nel 1989, 21 anni fa, dalla sindrome di cui soffriva, e cio’ senza alcun rapporto con gli interventi e le terapie subite”. Danila Castelli da allora ha ripreso una vita completamente normale. Il CMIL (Commissione Medica Internazionale di Lourdes), nella sua riunione del 19 novembre 2011 a Parigi ha certificato “che le modalità della guarigione restano inspiegabili allo stato attuale delle conoscenze scientifiche.” Il 20 giugno 2013, Mons. Giovanni Giudici, vescovo della diocesi di Pavia (Italia), dove vive Danila Castelli, ha riconosciuto il carattere ” prodigioso-miracoloso”, e il valore di “segno” di questa guarigione. Questa è la 69esima guarigione di Lourdes riconosciuta miracolosa da un vescovo.
Danila è scomparsa il 09 ottobre 2016.
Dopo la guarigione, sia Maddalena sia Danila hanno più volte vissuto l’esperienza del pellegrinaggio a Lourdes come dame di carità dell’Unitalsi.
Le guarigioni di Maddalena e Danila costituiscono rispettivamente il 51° ed il 69° miracolo di Lourdes.
Avere avuto ben due guarigioni miracolose costituisce una sorta di “privilegio” per la nostra Sottosezione (a tutt’oggi sono soltanto sei gli italiani miracolati a Lourdes su un totale di 70 guarigioni miracolose), ma è certamente ancora più singolare il fatto che sia Maddalena Carini sia Danila Castelli siano originarie del medesimo paese, Bereguardo.